PENSIERO
"Acquista cosa nella tua gioventù che ristori il danno della tua vecchiezza.
E se tu intendi la vecchiezza per suo cibo la sapienza, adoprati in tal modo in gioventù, che a tal vecchiezza non manchi il nutrimento".
(Leonardo da Vinci)


CONCORSO 2012
Si è aperta la quarta edizione del Premio letterario nazionale "Antonio Barioglio".
Scadenza 30 giugno 2012.
Anche quest'anno sono previste le due sezioni, prosa e poesia.
Titolo del concorso: "Cosa farò da vecchio? Ogni età èbuona per progettare la propria vecchiaia"
Per informazioni cliccare alla voce concorso letterario 2012.
Concorso letterario 2012


MOSTRA DI PITTURA
Sabato 3 marzo alle ore 16.30 nella sede dell'associazione, via Roma 71, Trivero, si inaugura la mostra delle opere di Tino Zegna Paruccia, con piccolo rinfresco.
La mostra rimarrà aperta nelle ore d'ufficio e in occasione dell'evento, anche il sabato ore 10-12 e 16-19 e la domenica ore 16-19 fino al 25 marzo.

Un'associazione proseguirà L'opera di Antonio Barioglio

L'obiettivo: potenziare il servizio d'assistenza domiciliare
Una figura professionale individuerà i casi di maggiore necessità sul territorio


"Non possiamo pensare che l'insegnamento di una vita di lavoro scompaia con la sua morte. Vogliamo che a Trivero Antonio sia ricordato attraverso un servizio che aiuti a star meglio chi soffre. Facendo in modo che le persone possano essere accudite a casa loro". Con queste parole Emanuela Zanotti, insieme ai figli Francesca, Daniele e Caterina, annuncia la nascita di un'iniziativa legata al nome del marito Antonio Barioglio: un'associazione che lavori alper potenziare nel paese di Trivero l'assistenza domiciliare in collaborazione con i servizi sociali di territorio. Il progetto è ancora in fase di definizione per i dettagli tecnici, ma chiarissimi fin da subito sono stati gli obiettivi. "Con la morte di Antonio, abbiamo ricevuto donazioni da parte di amici, associazioni, semplici conoscenti" spiega la moglie, anche assessore ai servizi sociali in paese. "Abbiamo pensato di destinare questo denaro alla creazione di un servizio capillare che aiuti a individuare le situazioni di disagio, quelle che magari sfuggono ai servizi sociali non per negligenza o incapacità, ma semplicemente perché non è possibile che il servizio pubblico arrivi dappertutto. E invece la nostra esperienza ci ha insegnato quanto sia importante non essere lasciati soli".

Che malattia aveva suo marito? E per quanto tempo ha avuto bisogno di cure quotidiane?
Al 3 di aprile gli è stato diagnosticato un tumore al cervello e venne sottoposto a un intervento. Si scoprì subito che il tumore era esteso anche ad altre parti del corpo. Dopo la convalescenza e un primo ciclo di chemioterapia, si è visto che la situazione non tendeva a migliorare. Sopraggiunse un ictus che lo paralizzò nella parte destra del corpo, privandolo della parola , impedendogli di camminare e spostarsi autonomamente e rendendolo ipovedente.

E' stato curato a Biella?
Certo, ci siamo trovati bene. Non possiamo che ringraziare tutti i medici che ci hanno seguito. Però abbiamo scelto di portarlo a casa dopo pochi giorni di ricovero.

Come siete riusciti a far fronte a tutte le necessità?
Intento con il supporto delle Cure Palliative, ottima organizzazione, e poi Abbiamo avuto intorno una rete di medici, infermieri, assistenti socio-sanitari. Tantissimi amici si sono prestati ad ogni genere di aiuto, dal fare la spesa alle piccole faccende domestiche, in modo che noi potessimo passare il maggior tempo possibile con lui.

Tutto ha funzionato a meraviglia dunque...
Certo, ritengo di essere stata molto fortunata. Ma quante persone possono dire altrettanto? Cos'avrebbe fatto al posto mio una donna più anziana, sola o ignara dei suoi diritti?

Cosa intende dire?
L'aiuto che ho ricevuto io non fa parte della normalità dei casi. Antonio era medico e molti dei nostri amici sono medici o operatori sanitari. Inoltre, abbiamo avuto la possibilità economica di pagare una persona perché stesse con lui di notte in modo da consentirci di riposare. Eppure in alcuni momenti mi sentivo perduta, come annientata non solo dal dolore ma anche dal senso di impotenza. Avevo bisogno di parlare, di sfogarmi con qualcuno che sapesse raccogliere il mio sfogo. E più volte mi sono chiesta cos'avrei fatto se non avessi avuto figli così presenti, amici splendidi, medici o infermieri , assistenti domiciliari qualificati pronti a correre alla minima necessità. Mi sono resa conto che la mia era stata una situazione eccezionale. Proprio il contrario di ciò per cui Antonio ha sempre lavorato.

Si spieghi meglio...
Lui ha sempre creduto in una sanità pubblica efficiente allo stesso modo per tutti. Ha sempre pensato che ognuno dovesse poter morire nel suo letto, curato da persone capaci e amorevoli. Ricco o povero che fosse. I frutti del suo lavoro si vedono nei servizi di cui egli stesso ha usufruito, ma non è sufficiente. Si può e si deve fare ancora molto.

Per questo avete fondato l'associazione?
So che è una goccia nel mare, ma pur sempre una goccia. Vogliamo trovare i soldi per pagare una figura professionale che giri in tutto il paese cercando le situazioni di difficoltà. E che metta in moto la "macchina dei servizi" riservandosi di offrire la propria professionalità per alleviare la sofferenza di chi deve assistere un ammalato o un anziano. Anche solo moralmente.

Lavorerà solo a Trivero?
Si parte da qui. Ma non mettiamo limiti alla generosità. Se riusciremo a raccogliere altri fondi, estenderemo il progetto a macchia d'olio. Non c'è luogo in cui non si possa aiutare il prossimo a stare meglio.

LUISA NUCCIO

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